LA
NOSTRA
IDEA
DELLO
SPORTUna palestra di vita, una fonte di equilibrio e di benessere, un concentrato di emozioni e di piacere, la voglia di condividere e di trasmettere...
- Questa è la nostra idea dello sport da 130 anni. Ancora oggi questi valori ci guidano nella scelta dei nostri ambasciatori, che accompagniamo dentro e fuori i campi sportivi. Ognuno di loro si impegna nelle cause in cui crede con la stessa energia con cui supera se stesso nello sport.
Lo dice lui stesso: "Le Coq Sportif è come la mia famiglia". Joakim Noah è cresciuto con la marca francese. Come il nonno, calciatore professionista, e il padre, icona del tennis, anche il figlio è uno sportivo infaticabile. Prima di diventare una delle star dei Chicago Bulls, si è consumato le scarpe giocando sui play-grounds newyorkesi e sul parquet dell'Università della Florida, con la quale ha vinto per due volte consecutive il titolo NCAA. La sua volontà fuori dal comune ricorda quella del padre. E, come lui, Joakim investe tutta la sua energia anche fuori dai campi sportivi.
La fondazione Noah’s Arc
Joakim Noah, consapevole di essere cresciuto in un contesto privilegiato, si è dato una missione: aiutare i giovani con minori opportunità. Con l'aiuto della madre, Cécilia Rhodes, ha creato la fondazione Noah’s Arc, sostenuta da Le Coq Sportif, per promuovere la pratica sportiva nei quartieri popolari. Ogni anno, la fondazione organizza un torneo di pallacanestro nel Queens, a New York. Oltre allo sport, i bambini vengono iniziati anche a delle attività artistiche.
Una carriera sportiva può essere imprevedibile. Frédéric Michalak si era immaginato calciatore, ma è cresciuto a Tolosa, capitale francese del rugby. È dunque con un pallone ovale che, da piccolo, trascorre le giornate a percorrere le strade e i campi della sua città. Il suo destino inizia allo Stadio di Tolosa con la nazionale francese a soli 19 anni. Questo giocatore completo è entrato presto a fare parte della classe dei geni dei rugby, quelli capaci di cambiare il corso di una partita con un solo gesto. Il suo senso dello sforzo e il suo spirito di squadra ci sono cari. Così come il suo altruismo.
Ses'Khona Rugby Club
Il 2008 è un anno indimenticabile per Frédéric Michalak. Entrato a far parte dei Natals Sharks di Durban, una delle migliori squadre sudafricane, per scoprire un altro rugby, Michalak si distingue nel match della vittoria della Currie Cup. Inoltre il campione tolosano allena gratuitamente i giovani del Ses’Khona Rugby Club, nella township di Kwamashu. Per la prima volta un campione bianco si mette al servizio della comunità nera locale. Con il suo entusiasmo è riuscito a convertire al rugby parecchi giovani appassionati solo di calcio. Le Coq Sportif fornisce divise e articoli sportivi a questi rugbisti in erba.
Nato nel paese del calcio, Marco Bortolami è stato da subito predestinato al rugby. Sul campo di gioco, questa seconda linea d'eccezione impone il suo carisma e la sua tenacia. Leader nell'anima, Bortolami diventa capitano di tutte le squadre in cui gioca: il Padova a 15 anni, la Nazionale italiana a soli 21 anni, il Narbona in Francia e il Gloucester in Inghilterra, diventando il primo giocatore italiano a capitanare una squadra inglese. Di ritorno in Italia dal 2010, è diventato, bisogna precisarlo, il nuovo...capitano degli Aironi di Parma!
Chicken Rugby Club
1954, Milano. Cesare Ghezzi ha un'idea fissa: trasmettere la sua passione per il rugby ai giovani milanesi. Fonda il primo club di rugby della città battezzandolo "I Pulcini", che tradotto in inglese diventa il "Chicken Rugby Club". Avendo poca familiarità con la lingua inglese, Ghezzi confonde "chick", pulcino, e "chicken", pollo. Ma non importa. Da quasi 60 anni, questo club insegna ai giovani non solo l'arte del pallone ovale, ma anche l'apertura verso la società, il gusto per lo sforzo e la lealtà. Dei valori importanti per Marco Bortolami che è diventato il padrino dei "Chicken". Le Coq Sportif sostiene il club per aiutare questi rugbisti in erba a diventare adulti sul campo da gioco.
Nelle strade di Richmond, in Virginia, un giovane di colore colpisce le sue prime palle da tennis. Molto presto, Arthur Ashe si distingue per il suo talento e la sua determinazione, brillando sui campi da tennis più importanti. Nel 1968 diventa il primo giocatore di colore a vincere l’US Open. Ripete l’exploit all’Open d’Australia nel 1970 e a Wimbledon nel 1975, durante una finale memorabile contro Jimmy Connors. Ci lascerà troppo presto, al termine di una lunga malattia, nel 1993. Aveva 49 anni.
Kids Day
Parallelamente alla sua brillante carriera, Arthur Ashe si è sempre impegnato in cause sociali. Agli inizi degli anni 70, fonda la National Junior Tennis League, con lo scopo di iniziare i bambini delle classi più povere alla pratica del tennis. Inoltre, difende i diritti della comunità nera e combatte con determinazione l’apartheid in Sudafrica. Ancora oggi la sua associazione Kids Day, sostenuta da grandi nomi dello sport e da Le Coq Sportif, si impegna nell'animazione di attività sportive e culturali in favore di migliaia di bambini. Queste azioni hanno aiutato e aiutano ancora oggi tantissimi giovani, tra i quali un ragazzo di 10 anni scoperto in Cameroun. Pochi anni dopo, questo ragazzo vinse il Roland Garros. Il suo nome è Yannick Noah.
Un giorno di giugno del 1983, entusiasmò una nazione intera incidendo il suo nome sulla Coppa dei Moschettieri del Roland Garros. Yannick Noah, ambasciatore di Le Coq Sportif da più di trent'anni, è un elemento essenziale nel DNA del marchio per i valori che rappresenta e le azioni che porta avanti. Dotato di una personalità avvincente e di un'eccezionale forza mentale, Noah trasmette entusiasmo e gioia di vivere a chi ha la fortuna di imbattersi nel suo cammino.
Fête Le Mur
Yannick Noah è cresciuto in Cameroun, un paese dove i campi da tennis non abbondavano: otto in tutto e per tutto. Ma l'incontro con il tennista americano Arthur Ashe stravolge il suo destino e lo spinge a intraprendere una carriera eccezionale. Nel 1996, consapevole della propria fortuna, Noah fonda l'associazione "Fête le Mur" per permettere ai giovani provenienti dalle periferie più povere di accedere ai 50.000 campi da tennis presenti in Francia. Ed è del tutto spontaneamente che Le Coq Sportif lo ha seguito in questa avventura. A distanza di 15 anni, l'associazione è presente in più di 25 centri sportivi che accolgono ogni anno circa 3.000 giovani. Un bel successo.
Le nostre icone
le coq sportif
Le coq sportif nel mondo
Sélectionnez votre pays :
Rest of the world, choose your language :





















France
United Kingdom
España & Portugal
Italia